a cura dell’avv. Andrea Stefanelli

[Consiglio Stato, III°, 29/7/2013, n. 3977]

Il T.A.R. Venezia annullava il provvedimento d’aggiudicazione disposto dall’A.U.L.S.S. n. 14 di Chioggia relativamente al servizio di ampliamento, aggiornamento e manutenzione/gestione delle infrastrutture delle reti fonia-dati delle varie sedi dell’amministrazione sanitaria a seguito della illegittima nomina di una nuova commissione giudicatrice, in quanto quella originaria non avrebbe verbalizzato alcune fasi del suo operato. Secondo il TAR veneto, infatti, l’art. 84, comma 12 del Codice appalti (In caso di rinnovo del procedimento di gara a seguito di annullamento dell’aggiudicazione o di annullamento dell’esclusione di taluno dei concorrenti, e’ riconvocata la medesima commissione”) imponeva l’obbligo di mantenere la medesima Commissione nominata in corso di gara anche in caso di rinnovo della procedura, ciò al fine di evitare che il mutamento dell’organo valutativo potesse alterare il giudizio sui concorrenti.

La società che si era vista annullare l’aggiudicazione proponeva allora appello ed il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del TAR periferico, tenuto conto del comportamento tenuto dal Presidente della 1° commissione tale da rendere, di fatto, improcedibile il prosieguo del suo operato.

Si era infatti verificato non solo uno scambio “concitato” di battute fra il Presidente (inizialmente eletto) ed il rappresentante di una concorrente nel corso della seduta pubblica della gara, a cui s’aggiungeva poi l’estrema “celerità” con cui la stessa Commissione aveva proceduto a valutare le offerte tecniche ma, soprattutto, s’accertava la mancata presenza, nel corso delle operazioni di valutazione tecnica delle offerte, di un componente dell’organo tecnico, a differenza (peraltro) di quanto verbalizzato nonché dichiarato dalla stesso Presidente della C.T..

Da tutto ciò si evince “un’alterazione del clima di serenità e fiducia [dei concorrenti] nei confronti dell’operato della commissione di gara” che ben ha giustificato, secondo il Consiglio di Stato, la decisione dell’A.U.S.L.L. di sostituire la commissione inizialmente nominata con una nuova, tenuto  altresì conto che l’art. 84, comma 12° D.Lgs.n. 163/2006 non può trovare valida applicazione in quanto da adottarsi solo nei casi d’annullamento d’aggiudicazione o del provvedimento d’esclusione.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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