Consiglio di Stato, sez. III, 26/5/2014, n. 2691

In una gara per l’affidamento della fornitura di sistemi di prelievo venoso con sistema di sicurezza per tutte le AA.SS.LL. della regione Lazio la lex specialis assegnava 5 punti alla presenza, nel dispositivo offerto, di un meccanismo accessorio di sicurezza, che l’impresa aggiudicataria possedeva e che invece, secondo il seggio di gara, la 2° classificata no.

Insorgeva sul punto detta concorrente, contestando come la mancata assegnazione di detti 5 punti avrebbe modificato l’esito della graduatoria, ma il TAR respingeva il ricorso sul presupposto che il prodotto offerto dalla seconda graduata fosse effettivamente dotato di sistema accessorio che tuttavia richiedeva, per ogni prelievo, un’operazione di assemblaggio, per cui non si poteva considerare – a tutti gli effetti – “parte integrante” del sistema.

La seconda classificata appellava allora argomentando che, se il proprio dispositivo non era considerabile come “parte integrante“ del sistema, allora detta avrebbe dovuto essere correttamente esclusa, in quanto la presenza di un dispositivo di sicurezza era richiesto come obbligatorio ai fini partecipativi, a cui aggiungeva che, se si fosse dovuta interpretare la lex specialis come ritiene il TAR Lazio (ovvero la configurazione del dispositivo accessorio quale parte integrante, ma solo dell’ago) ciò avrebbe portato ad un annullamento del confronto concorrenziale, in quanto risultava esservi sul mercato un solo concorrente con un prodotto dotato di dette particolarissime caratteristiche (che, guarda caso, era proprio l’aggiudicataria della gara impugnata).

Il Consiglio di Stato, chiamato a dirimere tale controversia, conferma la sentenza di 1° grado ragionando in questi termini; in primo luogo chiarisce come la gara era stata indetta per l’acquisizione di “sistemi di prelievo venosi con sistemi di sicurezza”, ragion per cui la presenza di un dispositivo di sicurezza nel set era condizione minimale d’ammissione alla procedura. La lex specialis, tuttavia, prevedeva un punteggio aggiuntivo se tale dispositivo era parte integrante del set, ovvero non fosse necessario per ogni prelievo il suo “inserimento”.

La presenza “stabile” del dispositivo di sicurezza giustificava pertanto l’attribuzione del punteggio aggiuntivo, e ciò è dovuto al fatto che tale sistema di sicurezza, in quanto “integrato” nel dispositivo offerto – tale quindi da non doversi inserire ad ogni utilizzo – rappresenta un quid pluris che va giustamente premiato.

In altri termini il Consiglio di Stato reputa come non possa sanzionarsi l’operato di una PA. appaltante che pone – come condizione minimale di partecipazione – specifiche tecniche possedute da tutti i prodotti in commercio, salvo poi premiare quei requisiti tecnici (magari anche posseduti da 1 solo concorrente) purchè risultino assolutamente proporzionati nonché giustificati da un profilo di maggior sicurezza nell’utilizzo del prodotto di cui è gara.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

Scrivi un Commento

*