[Consiglio Stato, III°, 14/3/2013, n. 1533]

L’ASL n. 5 Spezzino ha indetto una gara per l’affidamento del servizio di logistica farmaceutica ed ha richiesto, per la sua partecipazione, il deposito della domanda d’autorizzazione al commercio all’ingrosso di medicinali, da inserirsi nella busta contenente la documentazione amministrativa.
La società seconda graduata ha acceduto alla documentazione dell’aggiudicataria e si è accorta di come detta società avesse  erroneamente inserito tale domanda non nella busta amministrativa ma in quella contenente la documentazione tecnica e, per questo motivo, ne ha invocato l’esclusione (con conseguente revoca dell’aggiudicazione). Il Consiglio di Stato, pur a fronte di una chiara disposizione della lex specialis che imponeva il deposito di detto documento nella busta amministrativa, ha confermato tuttavia la legittimità della non-esclusione dell’aggiudicataria sostenendo che “il documento de quo era obbligatorio in sé e non nella sua collocazione specifica” e come pertanto detta collocazione, ancorché errata, si palesava in ogni caso irrilevante in quanto il documento in questione “non era comunque sottoposto ad alcun punteggio”.
Per questo motivo, quindi, non alterando né la par condicio tra le imprese, né incidendo nella valutazione complessiva delle offerte, la circostanza che la domanda d’autorizzazione al commercio fosse allocata nella busta tecnica anziché in quella amministrativa si rilevava ininfluente ai fini della corretta partecipazione alla gara.
D’altro canto è il tenore stesso dell’art. 46, coma 1-bis D.Lgs.n. 163/2006 che, assurgendo a rango di principio generale interpretativo, impedisce la declaratoria d’esclusione in tutti quei casi in cui, anche in mancanza del rispetto di una prescrizione della lex specialis, comunque sia non risultino violati i principi fondamentali che devono essere sottesi a tutte le procedure concorsuali d’appalto,  ragion per cui la mera violazione della disciplina speciale di gara non rappresenta piu’, di per sé, una legittima causa d’esclusione da un pubblico incanto.

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

Scrivi un Commento

*