Consiglio Stato,  III°, 6/5/2013, n. 2452

L’Azienda Ospedaliera di Cosenza è stata condannata per aver illegittimamente escluso un concorrente da un concorso pubblico per un posto d’assistente di odontostomatologia e, con l’occasione, il Consiglio di Stato ha fatto una breve ricognizione di quali sono gli elementi necessari e sufficienti perché una P.A. possa essere condannata a riconoscere i danni.

Precisano infatti i Giudici che non solo è necessario rinvenire un atto e/o un comportamento assunto dall’Amministrazione  in violazione di legge e/o, piu’ in generale, delle regole di imparzialità, correttezza e buona fede, ma che a ciò occorre necessariamente aggiungersi come detta violazione debba risultare  “grave” e che, infine, sia riscontrabile una “negligenza” o “imperizia” nell’organo amministrativo che ha posto in essere l’atto e/o il comportamento illegittimo e lesivo.

E’ dunque partendo da questi presupposti che è stata condannata l’Azienda Ospedaliera in quanto avrebbe escluso dal concorso un partecipante, il quale effettivamente non aveva depositato il proprio certificato d’iscrizione all’albo dei medici, documento che tuttavia non era stato richiesto ai fini partecipativi e, se da un lato risulta evidente come non si possa partecipare ad un concorso per assistente in odontostomatologia … senza essere medici, dall’altro è altrettanto evidente come sia stata la stessa amministrazione sanitaria che, in sede di concorso, non ha obbligatoriamente richiesto il deposito di tale certificato, ragion per cui la sua imperizia non può “ricadere” sul soggetto il quale, essendo stato escluso per non aver deposito un documento non richiesto, dev’essere per questo motivo risarcito.

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La redazione di Appalti&Sanità

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