Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la prima parte della riforma della sanità. Il testo approvato nella tarda serata di ieri modifica la governance del sistema.

La seconda parte della riforma è invece rimandata all’autunno quando, con un nuovo provvedimento legislativo, la Regione interverrà su prevenzione, salute mentale, malattie rare, veterinaria e rapporti con le università.

La riforma introduce la possibilità di istituire l’assessorato unico al Welfare, che riunisce le deleghe alla salute, al welfare e alla famiglia  e il superamento delle aziende ospedaliere, che diventano Asst (Aziende sociosanitarie territoriali) con la riduzione da 15 Asl a 8 Ats (Agenzie di tutela della salute) le quali si occuperanno esclusivamente del controllo e della programmazione.

Nascono le Ats Insubria (Varese e Como), Brianza (Monza e Lecco), Bergamo, Brescia, Pavia, Val Padana (Cremona e Mantova), Città Metropolitana (Milano e Lodi) e Montagna (Sondrio, Valtellina e Valcamonica).

La legge istituisce inoltre 27 Asst (Aziende socio-sanitarie territoriali), 5 in più rispetto al documento approvato in Commissione Sanità.

Al momento le Asst sostituiranno le Ao (ma a settembre tutto potrebbe essere messo in discussione) con competenze anche sociosanitarie di cure territoriali, tanto che ognuna di loro sarà operativamente divisa in due strutture con bilanci separati anche se direttore generale unico.

Novità anche sui ticket sanitari che verranno rimodulati in base al reddito.

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La redazione di Appalti&Sanità

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