[Consiglio Stato, III°, 27/6/2013, n. 3524]

Particolare questione affrontata dal Consiglio di Stato e relativa ad una gara indetta dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Consorziale Policlinico di Bari, che aveva escluso una concorrente la quale aveva dichiarato di essere in regola con quanto previsto dall’art. 38, comma 1° lett. g) mentre al contrario, alla data di presentazione della domanda di partecipazione, risultava aver ricevuto la notifica di una cartella di pagamento; si difendeva tale concorrente assumendo come le violazioni contenute nella cartella notificatale non fossero ancora “definitivamente accertate” – come al contrario richiesto dall’art. 38, lett.g) – in quanto non era ancora scaduto il termine per impugnarle.

A tale difesa replica il Consiglio di Stato sostenendo che, sebbene effettivamente alla data di presentazione della domanda partecipativa non fosse ancora spirato il termine per impugnare la cartella esattoriale, tuttavia detta cartella non risulta esser mai stata successivamente impugnata e come, anzi, la medesima società abbia fatto richiesta di rateizzazione di tale debito, a dimostrazione pertanto della fondatezza della contestazione relativa al suo mancato versamento di imposte e tasse.

In altri termini il Consiglio di Stato ritiene che la mancata intervenuta impugnazione della cartella di pagamento produca, di fatto, una sorta d’effetto “retroattivo” quanto alla definitività dell’addebito, facendo di conseguenza venir meno le ragioni della contestazione fondate proprio sulla “non definitività”  dell’accertamento medesimo.

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

Scrivi un Commento

*