Con la recente sentenza n. 6243/2015 la Suprema Corte, ha stabilito il principio in virtù del quale la ASL è responsabile, ai sensi dell’art. 1228 del codice civile, per il fatto illecito che il sanitario con essa convenzionato per l’assistenza medico-generica ha commesso in esecuzione del proprio operato, reso nei limiti in cui lo stesso è assicurato e garantito dal SSN in base ai livelli stabiliti secondo la legge.

Secondo i giudici della Cassazione, quindi, il debitore effettivo della prestazione sanitaria resta unicamente l’Asl nel quadro dei livelli essenziali di assistenza stabiliti dalla legge, mentre il fatto che sia il medico convenzionato a erogarla costituisce soltanto una modalità dell’adempimento, nonostante quest’ultimo venga scelto dal paziente e, dunque, si configuri una scelta fiduciaria.

Il testo della sentenza Cassazione civile, Sez. III, Sent., 27-03-2015, n. 6243

 

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