[Corte di Cassazione, III Sez. Civ., sent. n. 27855/2013]

 

Nelle cause di responsabilità professionale medica il paziente non può limitarsi ad allegare un inadempimento, quale che esso sia, ma deve dedurre l’esistenza di una inadempienza, per così dire, vestita, astrattamente efficiente, cioè, alla produzione del danno, di talchè, solo quando lo sforzo probatorio dell’attore consente di ritenere dimostrato il contratto (o contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia, con l’allegazione di qualificate inadempienze in tesi idonee a porsi come causa o concausa del danno, scatterà l’onere del convenuto di dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia può essergli mosso, o che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non ha avuto alcuna incidenza eziologica nella produzione del danno (…)”.

Così si è di recente pronunciata la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 27855/2013, ha confermato la pronuncia dei giudici della Corte d’Appello di Catania. Immeritevole di accoglimento è stata ritenuta, in entrambi i gradi di giudizio, la richiesta di risarcimento danni promossa da una coppia di genitori nei confronti della struttura ospedaliera presso la quale era nato con parto cesareo il figlio, invalido al 100%, in considerazione del fatto non era stata data la prova – essenziale – circa l’esistenza di un nesso di causalità tra il deficit intellettivo del bambino e la condotta commissiva o omissiva del personale ospedaliero né, tantomeno, era allegata una inadempienza specifica, almeno in ipotesi idonea alla produzione del danno.

Un secco no, dunque, dai Giudici della Corte di Cassazione alle richieste di risarcimento dal carattere meramente esplorativo, ossia prive di quel corredo di allegazioni e prove necessarie a rendere le stesse quantomeno meritevoli di indagine e di approfondimento.

Silvia Pari

Dottoranda Università di Bologna in Scienze Mediche Generali e dei Servizi. Laureata in giurisprudenza nel 2011, collabora con lo Studio Legale Stefanelli dal medesimo anno ed altresì con la Cattedra di Medicina Legale dell'Università di Bologna. Nel 2013 consegue il Master in Diritto Sanitario presso la Scuola di Specializzazione in Studi sull'Amministrazione Pubblica di Bologna. Le tematiche di principale interesse ed approfondimento sono quelle inerenti la sanità, pubblica e privata, con particolare attenzione al tema della responsabilità professionale del sanitario.

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