L’AUSL n. 10 di Firenze aggiudicava nel maggio 1996 il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti dei vari Presidi per 1 anno, prorogabile per altri due anni, come di fatto avveniva, salvo poi rinnovare, a maggio del 1999, tale servizio fino al 31/3/2001.

Visto che poi l’AUSL 10 non riconosceva alcuna revisione alle tariffe contrattuali, la società affidataria ricorreva al TAR Firenze, che tuttavia ammetteva detta richiesta revisionale ma solo fino al 1999, conteggiando il primo anno di durata naturale (No revisione) e poi i successivi 2  di proroga (SI revisione).

Gli altri 2 anni (1/4/1999 – 31/3/2011), in quanto “rinnovati” ma senza alcuna previsione contrattuale, venivano di fatto considerati quale ”nuova manifestazione della volontà delle parti” e quindi non era concessa, relativamente a detti, alcuna revisione-prezzi.

Il Consiglio di Stato, avanti cui è stata portava la questione, parte dal presupposto che l’istituto della revisione-prezzi miri a tutelare l’equilibrio economico-finanziario di un contratto, al fine d’evitare alterazioni conseguenti alla dinamica dei costi, ragion per cui tale revisione non può che riguardare il solo periodo di “durata” del rapporto convenzionale.

D’altro canto, mentre la “proroga” altro che non è che un differimento del termine di scadenza del contratto, fatti salvi ed immodificati tutti gli altri termini e condizioni, il “rinnovo” al contrario consiste in una possibile rinegoziazione delle condizioni pattizie, che possono rimanere invariate ma anche essere modificate.

Per questo motivo, dunque, mentre i 2 anni successivi al 1° di durata del servizio dovevano veder applicata, a buona ragione, la clausola di revisione-prezzi, nel caso dei successivi due anni, in quanto non contrattualmente previsti – e quindi non “obbligatori” per l’appaltatore – la scelta di quest’ultimo di mantenere i medesimi prezzi è da intendersi  totalmente “autonoma” e quindi esime l’Amministrazione appaltante dall’obbligo di riconoscere all’appaltatore alcuna revisione dei prezzi contrattuali.

Vedi:
Il testo della sentenza del Consiglio di Stato, sez. III°, del 14/7/2014, n. 3669

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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