Riparte oggi (più esattamente sabato scorso, di fatto oggi) l’obbligo di tentare la mediazione prima di incardinare causa civile in alcune materie.

Nello specifico anche  in materia di responsabilità medica.

Richiamando quanto già evidenziato nei procedenti articoli si riepilogano in questa sede le principali novità:

– la responsabilità da sinistri stradali esce dall’elenco delle materie obbligatorie,

– viene aggiunta alla responsabilità medica quella sanitaria (introdotta già nei fatti con la precedente mediazione)

– competenza territoriale: viene introdotta la norma per cui le parti possono presentare istanza solo presso organismi di mediazione presenti nel luogo del giudice territorialmente compete per l’eventuale causa

– per le materie obbligatorie  le parti dovranno essere assistite da un Avvocato durante tutte le sessioni di mediazione.

– l’accordo di conciliazione sottoscritto anche dagli avvocati di tutte le parti ha  efficacia di titolo esecutivo senza ulteriori passaggi.

– è previsto un incontro preliminare tra le parti nel quale  il mediatore deve informare le parti della funzione e delle modalità di svolgimento della procedura e per verificare l’effettiva possibilità di un accordo.

– La conclusione del primo incontro senza accordo è sufficiente per avverare la condizione di procedibilità dell’azione

–   Tutti gli avvocati saranno mediatori di diritto, cioè non avranno bisogno di frequentare lo specifico corso di 50 ore e superare il relativo test di valutazione.

– il Giudice, anche in sede di appello, non si limita ad un invito, ma ha la possibilità di disporre che le parti si rivolgano ad un Organismo di mediazione per l’espletamento del tentativo. L’assolvimento di tale disposizione diviene condizione di procedibilità dell’azione anche in sede di appello.

Il nuovo testo normativo presenta moltissime criticità operative.

Non  esalta chi crede nella mediazione: anzi chi ha studiato, ha frequentato corsi di formazione impegnativi ha fatto aggiornamento si vede equiparato a tutti gli avvocati iscritti all’Albo. Anche a quelli che hanno sempre “boicottato” la mediazione che sono diventati oggi mediatori “di diritto”.

Per gli Organismi di mediazione, questa riforma, è poi disastrosa.

Per rendere operativo un Organismo, infatti, è necessario sostenere importanti spese gestionali come: lo stipendio di almeno un dipendete a tempo indeterminato, il canone di affitto di una sede per lo svolgimento dell’attività, una polizza assicurativa, ecc. Considerando le basse tariffe dei procedimenti di mediazioni, i compensi dei mediatori e la gratuità ex lege del primo incontro senza accordo, è facile ipotizzare che gli Organismi privati avranno non poche difficoltà a sostenersi economicamente.

Protagonista poi di tutta la storia della mediazione in Italia è sicuramente l’Avvocatura che, attraverso i suoi Organi rappresentativi, ha sempre osteggiato l’obbligatorietà della mediazione.

Vediamo ora, se alla luce delle modifiche così fortemente volute cambierà atteggiamento.

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

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