(Corte di Cassazione, Sez. III Civile, sent. n. 5056/2014)

Con la sentenza sopra indicata i giudici della Suprema Corte chiedono alle sezioni Unite di pronunciarsi sul contrasto giurisprudenziale creatosi in materia di risarcibilità per via ereditaria del danno tanatologico (danno da perdita della vita).

Infatti.

La giurisprudenza più costante e consolidata (rappresentata dalla sentenza n. 26972/2008 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione) ha cristallizzato il principio secondo il quale, in caso di morte immediata (o comunque intervenuta a breve distanza dall’evento lesivo) nessun risarcimento può essere riconosciuto per il danno biologico conseguente alla perdita della vita.

Ciò in ragione del fatto che si reputa necessario un adeguato periodo di lucidità e di coscienza della vittima del sinistro ai fini dell’acquisizione al suo patrimonio di un diritto trasmissibile a titolo di successione ereditaria.

Il  23 gennaio scorso la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con sentenza – n. 1361/2014 ha affermato il principio di segno opposto secondo il quale deve ritenersi risarcibile iure haereditario il danno da perdita della vita che sia conseguenza immediata di un sinistro, superando il criterio di cui sopra.

Di tale contrasto ha poi preso atto la stessa Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza qui in commento, Cass n. 5056/2014.

Richiesta di determinare se ad oggi sia o meno legittimo negare il risarcimento del danno biologico richiesto iure haereditario dagli stretti congiunti di un soggetto che sia immediatamente deceduto a seguito delle gravi lesioni riportate in un incidente stradale, i Giudici hanno ritenuto di rimettere gli atti del procedimento al Primo Presidente “(…) perché valuti l’esigenza di investire le Sezioni Unite di questa Corte, al fine di definire e precisare per imprescindibili ragioni di certezza del diritto il quadro della risarcibilità del danno non patrimoniale già delineato nel 2008, alla stregua degli ulteriori contributi di riflessione, tra loro discordanti, offerti dalla Sezione Semplice sul tema del diritto al risarcibilità iure haereditario del danno da morte immediata (…)”.

Un tema, dunque, quello della risarcibilità del danno tanatologico, molto dibattuto e, ad oggi, senz’altro meritevole di una chiarificazione da parte delle Sezioni Unite che forse, finalmente, saranno in grado di dirci come e in quale misura è ragionevole aspettarsi che il danno da morte immediata venga risarcito.

Silvia Pari

Dottoranda Università di Bologna in Scienze Mediche Generali e dei Servizi. Laureata in giurisprudenza nel 2011, collabora con lo Studio Legale Stefanelli dal medesimo anno ed altresì con la Cattedra di Medicina Legale dell'Università di Bologna. Nel 2013 consegue il Master in Diritto Sanitario presso la Scuola di Specializzazione in Studi sull'Amministrazione Pubblica di Bologna. Le tematiche di principale interesse ed approfondimento sono quelle inerenti la sanità, pubblica e privata, con particolare attenzione al tema della responsabilità professionale del sanitario.

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