A seguito dell’accorpamento delle Aziende Sanitarie n. 3 Foligno e n. 4 Terni nell’Azienda Sanitaria n. 2 Umbria, la nuova amministrazione si trovava in essere due contratti per il servizio di gestione e manutenzione degli immobili di proprietà delle vecchie AA.SS.LL.  e decideva di risolverne uno per affidare di detto servizio all’altra società appaltatrice, attraverso lo strumento delle “varianti”.

La società che si vedeva revocare il contratto di global service ne contestava tuttavia in radice la motivazione, sostenendo come non si potesse derogare all’obbligo d’indizione di nuova gara né, tantomeno, si potesse procedere all’estensione tramite varianti ex art. 114 Codice appalti ed art. 311 Regolamento esecuzione, mentre si difendeva l’amministrazione sanitaria sostenendo che l’accorpamento delle vecchie UU.SS.LL. rappresentava quell’evento “imprevisto” ed “eccezionale” tale da giustificare detta estensione, senza alcun obbligo d’indizione di nuova gara.

Il TAR Umbria, avanti a cui è stata posta la questione, parte dal presupposto che l’accorpamento delle strutture non coincide con quello dei servizi nel senso che, a seguito dell’unificazione delle due aziende sanitarie, certamente occorre “allineare” i contratti in essere per razionalizzare ed economicizzare le risorse, ma ciò non significa affatto poter derogare alle regole pubblicistiche, né tantomeno disattendere gli obblighi d’affidamento tramite pubbliche gare.

Con ciò significando che un conto sono le “varianti”, che consentono d’adeguare il dettato contrattuale ad eventuali variazioni – di fatto e diritto –  intervenute nel corso del rapporto, altro è invece la “rinegoziazione” (vietata), in quanto si mutano le condizioni convenzionali fino a modificare l’oggetto stesso del contratto.

L’art. 311 D.P.R. n. 207/2010, cui rinvia l’art. 114 DLgs.n. 163/2006 per la determinazione delle varianti in corso d’esecuzione nei contratti di forniture e servizi, condiziona infatti la loro applicabilità al verificarsi d’eventi eccezionali e/o a sopravvenute disposizioni legislative, ma la creazione dell’ASL n. 2 non può essere correttamente considerata alla stregua né dell’uno né dell’altro, di talchè non si configura la legittimità dell’estensione del contratto in essere nè la risoluzione dell’altro contratto.

Il TAR Umbria, quindi, conferma l’obbligo d’indizione di una nuova gara.

 Vedi anche:
Il testo della sentenza  TAR Umbria, sez.I, dell’8 luglio 2014, n.380

 

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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