La sentenza TAR Liguria n. 1320 del 29/8 u.s. è già stata segnalata su diversi siti (www.appaltiecontratti.it; www.lexitalia.it) relativamente alla problematica del rinnovo contrattuale in capo alla P.A. appaltante, che effettivamente sussiste a condizione però che la disciplina speciale lo preveda fin dall’indizione della gara.

Il presente commento, tuttavia, vuole porre l’attenzione su un altro aspetto affrontato da detta  interessante pronuncia, che a sua volta richiama una precedente pronuncia (n. 944/2014) sempre del medesimo T.A.R. Liguria ed assunta di data 16/6 u.s., che riguarda la stessa gara ed attiene alla legittimità (o meno) dei produttori di apparecchiature elettromedicali di consentire la manutenzione delle loro apparecchiature soltanto a personale da Loro autorizzato.

L’Agenzia Regionale Sanitaria della Liguria aveva infatti indetto una procedura per l’affidamento quadriennale del servizio di manutenzione delle apparecchiature tecnico-scientifiche ed elettromedicali in utilizzo in tutte le aziende sanitarie liguri, per un valore di oltre 58 milioni di euro.

Il Capitolato di gara disponeva che la manutenzione delle apparecchiature “ad elevata complessità” (risonanze magnetiche, tomografi computerizzati, angiografi digitali ecc.) fosse riservati esclusivamente alle aziende produttrici oppure solo a personale dalle stesse espressamente autorizzato.

Detta disposizione veniva impugnata in quanto ritenuta un’indebita restrizione della concorrenza, favorendo ingiustificatamente le aziende produttrici, ed il T.A.R. Liguria accoglie detta eccezione, ritenendo come il consentire la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali solo ed esclusivamente alle aziende produttrici/o a soggetti da loro autorizzati concede a dette società, in caso di partecipazione alla gara, un’indebita “preferenza” mentre, nel caso di non partecipazione, la possibilità allora di favorire – e/o di “costringere” ad accordi economici a loro favorevoli – alcuni concorrenti, con palese violazione del principio di libera concorrenza.

L’introduzione di una clausola di tal tipo, peraltro, non risulta prevista da alcuna normativa né rappresenta un requisito di maggior valore in capo alle potenziali concorrenti, che anzi, in tal modo, finiscono per essere rimesse “alla merce” dei produttori, che diventano veri e propri “arbitri della procedura concorrenziale, con la sostanziale possibilità [.] di ridurre o azzerare a loro piacimento la platea dei potenziali concorrenti”.

Per tali motivi la clausola contestata è stata dichiarata illegittima e quindi espunta dalla lex specialis, con tutte le conseguenze di legge relativamente alla procedura di gara.

ALLEGATI:

T.A.R. Liguria, II°, 29/8/2014, n. 1320

T.A.R. Liguria, II°, 16/6/2014, n. 944

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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