L’erogazione delle prestazioni sanitarie da parte delle strutture private con oneri a carico del Sistema Sanitario si fonda sul sistema dell’accreditamento istituzionale e dell’accordo contrattuale, quale delineato a livello statale dal d.lgs. 30.12.1992, n. 502.

In breve, in base al suddetto sistema, le strutture private accreditate presso il Servizio Sanitario sono abilitate a erogare ai cittadini, ai quali è consentito scegliere liberamente se rivolgersi alla struttura privata ovvero a quella pubblica, le prestazioni sanitarie della loro branca specialistica.

Il sistema delineato dal legislatore si basa su di una remunerazione predefinita, atta a garantire il giusto equilibrio tra la qualità della prestazione e la remuneratività della stessa, tenuto conto dei costi di produzione.

Un tanto non esclude, tuttavia, l’applicazione del c.d. sistema di retrocessione (o regressione) progressiva del rimborso tariffario delle prestazioni sanitarie che eccedono il tetto massimo prefissato, trattandosi di un sistema che, come affermato dalla giurisprudenza, è espressione del potere autoritativo di fissazione dei tetti di spesa e di controllo della spesa sanitaria in funzione di tutela della finanza pubblica e trova giustificazione concorrente nella possibilità che le imprese fruiscano di economie di scala nonché effettuino opportune programmazioni della rispettiva attività (Cons. Stato, Sez. IV, 15.2.2002, n. 939).

Sulla base di quanto illustrato ritiene il Collegio che il sistema della remunerazione predefinita delineato dalla vigente disciplina non possa essere oggetto di ribasso, perché preordinato ad assicurare un giusto equilibrio tra la qualità della prestazione e la remunerazione della stessa.

Oltretutto, la normativa di riferimento non contempla l’espletamento di procedure concorsuali, di evidenza pubblica, per la copertura del fabbisogno di servizi sanitari né al momento del rilascio degli accreditamenti, né al momento della stipula degli accordi contrattuali (cfr. TAR Napoli, Sez. I, 4.12.2013, n. 5498) ed anche l’applicazione dei tetti di spesa non è rimessa alla libera contrattazione delle parti (cfr.. Cons. Stato, Sez. III, 19.11.2012, n. 5866).

Da un tanto si può pertanto ricavare che la tariffa prevista dal nomenclatore tariffario ha carattere vincolante e non appare assoggettabile a confronto concorrenziale.

Tribunale Regionale Giustizia Amministrativa Bolzano 2/9/2015 n. 277

N. 00277/2015 REG.PROV.COLL.
N. 00259/2013 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa

Sezione Autonoma di Bolzano

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 259 del 2013, proposto da:
Gabinetto Radiologico dott. Paolo Bonvicini & C. S.n.c., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avv. Sergio Coletti, Giuseppe Piccoli, Vittorio Domenichelli e Federica Sgualdino, con domicilio eletto presso lo studio dei primi in Bolzano, corso Libertà, 58;

contro

Provincia Autonoma di Bolzano, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dagli avv. Renate von Guggenberg, Maria Larcher, Alexandra Roilo e Patrizia Pignatta, con domicilio eletto presso l’Avvocatura della Provincia in Bolzano, piazza Silvius Magnago, 1;
Azienda Sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avv. Britta Venturino e Sonia Gasparri, con domicilio eletto presso l’Ufficio legale dell’Azienda Sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, in Bolzano, Via Orazio, 49;

nei confronti di

Centro Diagnostico Omega S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Paul Lintner, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso in Bolzano, Via Leonardo da Vinci 15;
Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco – Marienklinik / Casa di cura privata S. Maria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Reinhart Volgger, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso in Bolzano, Via Carducci, 8;
Casa di Cura Villa Sant’Anna S.r.l. – non costituita;

per l’annullamento

1) della nota – provvedimento dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige “Ricerca di mercato per l’individuazione della/e struttura/e con la/e quale/i stipulare una convenzione per prestazioni di radiologia diagnostica strumentale” dd. 5 luglio 2013;

2) dei provvedimenti presupposti e consequenziali (verbale di contrattazione dd. 4.9.2013) – Nell’ambito del primo motivo di ricorso vengono indicati come atti presupposti oggetto d’impugnazione, anche “i nuovi accreditamenti”.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio della Provincia Autonoma di Bolzano, dell’Azienda Sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, del Centro Diagnostico Omega S.r.l. e della Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco – Marienklinik / Casa di cura privata S. Maria;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli artt. 74 e 120, co. 10, cod. proc. amm.;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 11 febbraio 2015 il Cons. Terenzio Del Gaudio e uditi per le parti i difensori:

avv S. Coletti per la parte ricorrente;

avv. S. Beikircher, in sostituzione dell’avv. R. von Guggenberg, per la Provincia autonoma di Bolzano;

avv. A. Tanzi, in sostituzione dell’avv. P. Lintner, per il Centro Diagnostico Omega S.r.l.;

avv. A. Mulser, in sostituzione dell’avv. R. Volgger, per la Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco – Marienklinik / Casa di cura privata S. Maria;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

La società ricorrente, titolare di una struttura ambulatoriale di diagnostica per indagini sita nella Casa di Cura Bonvicini a Bolzano, impugna i provvedimenti indicati in epigrafe riguardanti la procedura di ricerca di mercato, avviata con determinazione dd. 5 luglio 2013 dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, per l’individuazione della/e struttura/e da convenzionare con il Servizio sanitario provinciale per l’effettuazione di prestazioni di radiologia diagnostica strumentale.

Invero, la ricorrente, nell’ambito del primo motivo di ricorso, impugna, anche “i nuovi accreditamenti”, quali atti presupposti.

A sostegno del ricorso vengono dedotti i seguenti motivi d’impugnazione:

1) Violazione falsa applicazione dell’art. 8 quater del d.lgs. 502/1992. Violazione e falsa applicazione dell’art. 8 sexies co. 4 e 5 del d.lgs 502/1992. Violazione e falsa applicazione degli artt. 37 e 39 co. 3 della l.p. 53/2001 n. 7. Violazione e falsa applicazione degli artt. 8, 11 e 12 della delibera di giunta provinciale 17.2.2003 n. 406. Violazione e falsa applicazione della delibera di giunta provinciale n. 2568 del 15.6.1998 (nomenclatore tariffario provinciale);

2) Violazione dell’art. 8 quater d.lgs. 502/1992 sotto altro profilo. Violazione e falsa applicazione della d.g.p. n. 856 del 23.5.2005. Erroneità dei fatti presupposti, difetto di istruttoria e difetto di motivazione. Contraddittorietà rispetto alla d.g.p. n. 856 del 23.5.2005;

3) Incompetenza dell’azienda sanitaria e in particolare del comprensorio sanitario di Bolzano ad intervenire nella materia della tariffa delle prestazioni sanitarie.

Si sono dapprima costituiti in giudizio la Provincia autonoma di Bolzano e l’Azienda Sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, e, in seguito all’ordine di integrazione del contraddittorio disposto dal Tribunale con ordinanza collegiale n. 204/2014 del 25.7.2014, il Centro Diagnostico Omega S.r.l. e la Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco – Marienklinik / Casa di cura privata S. Maria. La Casa di Cura Villa Sant’Anna S.r.l. non si è costituita in giudizio.

Alla pubblica udienza dell’11.2.2015 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

DIRITTO

Si premette che la ricorrente società “Gabinetto Radiologico dott. Paolo Bonvicini & C. S.n.c.” è titolare di una struttura ambulatoriale di diagnostica per indagini, sita nella Casa di Cura Bonvicini a Bolzano.

La suddetta struttura, che prima della riforma dell’anno 1992 già operava a Bolzano in regime di convenzione, è ora accreditata presso il servizio sanitario della Provincia autonoma di Bolzano ai sensi del d.lgs. 30.12.1992, n. 502 e della legge provinciale 5.3.2001, n. 7.

Sono accreditate presso il suddetto Servizio Sanitario anche le controinteressate Centro Diagnostico Omega S.r.l., Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco – Marienklinik / Casa di cura privata S. Maria e la Casa di Cura Villa Sant’Anna S.r.l., quest’ultima non costituita in giudizio.

Con determinazione dd. 5.7.2013, a firma del direttore della “Ripartizione Dirigenza Amministrativa dell’Ospedale”, l’Azienda Sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano – Comprensorio Sanitario di Bolzano avviava una ricerca di mercato per l’individuazione della struttura o delle strutture alle quali affidare, dopo la scadenza dell’accordo contrattuale in essere con il Gabinetto Radiologico dott. Paolo Bonvicini & C. S.n.c., le prestazioni di radiodiagnostica ai sensi dell’art. 37, comma 2, della citata legge provinciale n. 7 del 2001 (che prevede che “2. Per l’erogazione delle prestazioni di cui al comma 1 le aziende sanitarie si avvalgono dei propri presidi, nonché di altre istituzioni sanitarie accreditate e dei liberi professionisti accreditati, con i quali l’azienda sanitaria ha stipulato accordi contrattuali. A tali soggetti le aziende sanitarie, sulla base di appositi rapporti fondati sull’accreditamento, corrispondono un importo predeterminato a fronte della prestazione resa ed eventualmente un compenso orario…”).

La ricerca di mercato di cui trattasi veniva indetta allo scopo dichiarato di “ridurre le liste di attesa” nei presidi dell’Azienda Sanitaria mediante la stipulazione, con strutture private, di accordi contrattuali di durata biennale aventi ad oggetto prestazioni di radiologia diagnostica strumentale.

Un tanto anche in relazione alle previsioni del piano provinciale per il contenimento dei tempi di prenotazione per prestazioni specialistiche mediche.

Nell’impugnata determinazione dd. 5.7.2013 l’Azienda Sanitaria specificava che le prestazioni radiologiche erano suddivise in tre fasce (la prima comprendente le risonanze magnetiche della colonna vertebrale, la seconda le risonanze magnetiche muscolo scheletriche e la terza i restanti esami di radiologia) e che la convenzione da porsi in essere prevedeva il meccanismo della “retrocessione”, nel senso che, al raggiungimento per ogni fascia della cifra massima prevista in convenzione per ogni anno “la tariffa di ogni altra ulteriore prestazione sarà dimezzata”.

Si tratta, invero, di un meccanismo già previsto nella convenzione, scaduta alla fine del 2013, con il Gabinetto Radiologico dott. Paolo Bonvicini & C. S.n.c.

Gli importi annuali per la retrocessione venivano stabiliti in Euro 250.000,00 per la prima fascia; in Euro 450.000,00 per la seconda fascia e in Euro 100.000,00 per la terza fascia, e veniva inoltre specificato che “per ogni fascia l’offerente potrà effettuare uno sconto sul totale delle prestazioni eseguite … e non su ogni singola prestazione”.

Sempre nella suddetta determinazione veniva specificato che: – “Gli importi a base di gara sono le attuali tariffe. Per ogni fascia l’offerente potrà effettuare uno sconto sul totale delle prestazioni eseguite (es.: 1 fascia sconto 15%, 2 fascia sconto 10%, 3 fascia sconto 8%) e non su ogni singola prestazione”; – “Sono ammesse solo offerte in ribasso sull’importo a base di gara (attuali tariffe)”; – “Non sono ammesse offerte alternative”; – “Entro il termine di 15 giorni … verrà comunicata la data della seduta di aggiudicazione della presente procedura, nella quale codesta struttura potrà migliorare la propria offerta”.

A partecipare alla procedura di cui trattasi venivano invitate le strutture private di seguito indicate, che presentavano le rispettive offerte in riferimento a quattro gruppi di prestazioni.

Per il “Gruppo 1” partecipavano le strutture Omega e Marienklinik che si dichiaravano disponibili, sulla base di uno sconto dell’1% sulle tariffe attuali, a dividere al 50% il numero di prestazioni ed il relativo budget messo a disposizione dal Comprensorio Sanitario; per il “Gruppo 2” partecipavano le strutture Omega, Marienklinik e Bonvicini che si dichiaravano disponibili, sulla base di uno sconto dell’1% sulle tariffe attuali, a dividere il numero di prestazioni ed il relativo budget messo a disposizione dal Comprensorio Sanitario come segue: Bonvicini 50%; Omega 25%; Marienklinik 25%; per il “Gruppo 3” partecipavano la Casa di Cura Villa Sant’Anna, che presentava un’offerta con uno sconto del 20,1%, e la Bonvicini, che offriva uno sconto del 5,1%; per il “Gruppo 4” partecipava la Bonvicini, offrendo uno sconto dell’1%.

Come risulta dal verbale di contrattazione dd. 4.9.2013, il Comprensorio Sanitario, al termine delle trattative, accettava le citate proposte di cui ai Gruppi 1, 2 e 4, mentre si riservava di decidere in riferimento alla proposta del Gruppo 3.

Con il presente ricorso il Gabinetto Radiologico dott. Paolo Bonvicini & C. S.n.c. aggredisce i provvedimenti relativi alla contestata ricerca di mercato e i provvedimenti presupposti e consequenziali, tra i quali, specificamente, il verbale di contrattazione dd. 4.9.2013 nonché, come precisato nel primo motivo d’impugnazione, “i nuovi accreditamenti”.

In sintesi, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione di legge e di delibere della Giunta provinciale, eccesso di potere sotto vari profili, incompetenza dell’Azienda Sanitaria (in particolare del Comprensorio Sanitario di Bolzano) a intervenire nella materia delle tariffe delle prestazioni sanitarie.

Inoltre, nel dedurre che le strutture delle controinteressate sarebbero state accreditate “senza considerare che le esigenze del territorio erano già soddisfatte” e che “i nuovi accreditamenti sono stati disposti senza verifica di coerenza con la programmazione e indipendentemente dall’effettivo fabbisogno assistenziale”, la ricorrente lamenta l’illegittimità dei suddetti accreditamenti “in quanto effettuati in violazione degli artt. 37, comma 3 e 39, comma 3 della L.P. 7/2001, nonché degli artt. 8 e 11 della delibera di giunta provinciale n. 406/2003”.

In considerazione di quanto sopra, il Collegio, con ordinanza collegiale n. 204/2014 del 25.7.2014, ha disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti delle strutture sanitarie private Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco – Marienklinik / Casa di cura privata S. Maria e Casa di Cura Villa Sant’Anna di Merano, beneficiarie dei “nuovi accreditamenti”.

Le controparti costitute in giudizio, nel contestare in ogni caso la fondatezza del ricorso, sollevano in via pregiudiziale le seguenti eccezioni: a) inammissibilità e comunque irricevibilità del ricorso per quanto attiene ai provvedimenti, a suo tempo adottati, di accreditamento delle strutture controinteressate; b) difetto di legittimazione passiva dell’Azienda Sanitaria per la parte del ricorso riguardante gli accreditamenti delle controinteressate; c) difetto d’interesse a ricorrere e a impugnare la ricerca di mercato in argomento.

Si esaminano anzitutto le suddette eccezioni pregiudiziali.

1. Sull’impugnazione degli accreditamenti relativi alle controparti.

Premesso, soltanto ad abundantiam, che la ricorrente non individua specificamente gli estremi identificativi degli atti di accreditamenti che intende impugnare, va osservato che, come eccepito dalle controparti, le deduzioni a tal riguardo argomentate in giudizio si appalesano generiche e formulate in termini di mera eventualità.

Invero, la ricorrente non adduce principi di prova a sostegno della specifica doglianza, deducendo semplicemente che “ … ove invece risultasse che i nuovi accreditamenti sono stati disposti senza alcuna verifica di coerenza con la programmazione e indipendentemente dall’effettivo fabbisogno assistenziale, gli stessi sarebbero illegittimi …”.

Ravvisata pertanto la fondatezza della suddetta eccezione, il ricorso, in parte qua, va dichiarato inammissibile.

Va peraltro rilevato che poiché il ricorso è stato notificato il 19.9.2013, esso risulta, sempre in parte qua, tardivo nei confronti della controinteressata Centro Diagnostico Omega S.r.l., atteso che, come verificabile dagli atti di causa, alla data del 2.4.2013 la ricorrente era a conoscenza del fatto che nella seduta dell’1.2.2013 il Comitato di Piano aveva “deliberato di autorizzare il Centro Diagnostico Omega S.r.l. all’esercizio di attività ambulatoriale di diagnostica per immagini, con uso di macchinario di Risonanza Magnetica da 1,5 Tesla e di accreditare in via istituzionale detto centro per il servizio di cui sopra” (cfr. doc. n. 6 della ricorrente).

2. Sul difetto di legittimazione passiva dell’Azienda Sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano.

L’Azienda Sanitaria eccepisce il proprio difetto di legittimazione passiva, deducendo che la procedura di accreditamento ricade nella esclusiva competenza della Provincia autonoma di Bolzano.

Considerato che, in parte qua, il ricorso va dichiarato inammissibile per le considerazioni esposte al precedente punto 1., non rileva, ai fini della decisione, procedere all’esame della presente eccezione.

2. Sul difetto d’interesse della ricorrente società a ricorrere e a impugnare la ricerca di mercato in argomento.

Diversamente da quanto dedotto dalle controparti, l’aver presentato un’offerta congiunta con le strutture Omega e Marienklinik per le prestazioni del Gruppo 2, nonché singolarmente per i Gruppi 3 e 4, non determina la carenza d’interesse della ricorrente a coltivare il ricorso, atteso che, per un verso, la partecipazione alla gara è avvenuta con espressa contestuale contestazione della sua legittimità e l’offerta è stata presentata allo scopo di non essere esclusa dalla procedura (cfr. doc. n. 11 della ricorrente – dichiarazione scritta dd. 3.9.2013 inviata via pec in pari data all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige), e che, per altro verso, il successivo verbale di contrattazione (anch’esso oggetto d’impugnazione) non si appalesa quale atto di rinuncia a far valere le proprie censure in parte qua.

Non si può nemmeno porre in dubbio la sussistenza in capo alla ricorrente di un interesse attuale e concreto al ricorso, atteso che, a prescindere da ogni ulteriore considerazione, la stessa deduce che “a fronte di un budget annuale che per il 2013 era stato pari ad oltre 780.000 Euro, in linea con quello degli anni precedenti, all’odierna ricorrente verrebbe riconosciuto, per il prossimo biennio, un budget molto più che dimezzato” (cfr. pag. 4 della memoria dep. il 4.7.2014).

La ricorrente è pertanto titolare di un interesse differenziato e qualificato al ricorso ed agisce avverso un concreto pregiudizio derivante dai provvedimenti concernenti la contestata procedura di ricerca di mercato.

L’eccezione va pertanto rigettata.

Un tanto statuito in ordine alle eccezioni pregiudiziali, si può ora procedere all’esame di merito.

Il ricorso è fondato nella parte in cui aggredisce i provvedimenti riguardanti la ricerca di mercato posta in essere dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e il conseguente verbale di contrattazione dd. 4.9.2013.

La ricorrente, che da anni svolge la propria attività di struttura sanitaria privata in regime di accreditamento con l’Azienda Sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, lamenta l’illegittimità della scelta dell’Azienda Sanitaria di avvalersi dello strumento della ricerca di mercato e, pertanto, della messa a gara di prestazioni sanitarie a tariffa predeterminata. Lamenta, altresì, che l’Azienda sanitaria avrebbe fatto un uso improprio del sistema della regressione tariffaria, utilizzandolo quale fattore di sconto indiretto per la remunerazione di prestazioni ampiamente rientranti nel numero di quelle programmate.

La questione sottoposta alla decisione del Collegio è già stata oggetto di pronunce da parte del giudice amministrativo ed esiste, pertanto, una giurisprudenza condivisa da questo Tribunale e dalla quale non vi è ragione per discostarsi.

Si premette che l’erogazione delle prestazioni sanitarie da parte delle strutture private con oneri a carico del Sistema Sanitario si fonda sul sistema dell’accreditamento istituzionale e dell’accordo contrattuale, quale delineato a livello statale dal d.lgs. 30.12.1992, n. 502 e recepito nella Provincia autonoma di Bolzano con legge provinciale 5.3.2001, n. 7.

In breve, in base al suddetto sistema, le strutture private accreditate presso il Servizio Sanitario sono abilitate a erogare ai cittadini, ai quali è consentito scegliere liberamente se rivolgersi alla struttura privata ovvero a quella pubblica, le prestazioni sanitarie della loro branca specialistica.

Ai sensi dell’art 2, lettera f), della legge provinciale 5.3.2001, n. 7, compete alla Giunta provinciale fissare le tariffe delle prestazioni sanitarie erogate in forma diretta nonché quelle erogate in forma indiretta, fermo restando che la remunerazione delle strutture private è disciplinata, più specificamente, dall’art. 8 sexies del d.lgs. n. 502/1992 che stabilisce:

– al comma 1, che “… Ai fini della determinazione del finanziamento globale delle singole strutture, le funzioni assistenziali di cui al comma 2 sono remunerate in base al costo standard di produzione del programma di assistenza, mentre le attività di cui al comma 4 sono remunerate in base a tariffe predefinite per prestazione”;

– al comma 3, che “I criteri generali per la definizione delle funzioni assistenziali e per la determinazione della loro remunerazione massima sono stabiliti con apposito decreto del Ministro della sanità, sentita l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, sulla base di standard organizzativi e di costi unitari predefiniti dei fattori produttivi, tenendo conto, quando appropriato, del volume dell’attività svolta”;

– al comma 4, che “La remunerazione delle attività assistenziali diverse da quelle di cui al comma 2 è determinata in base a tariffe predefinite, limitatamente agli episodi di assistenza ospedaliera per acuti erogata in regime di degenza ordinaria e di day hospital, e alle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, fatta eccezione per le attività rientranti nelle funzioni di cui al comma 3”.

Le prestazioni sanitarie rese dalle strutture private accreditate vengono dunque remunerate sulla base di tariffe che sono predeterminate, per ciascuna prestazione, dal c.d. “Nomenclatore Tariffario”, approvato dalle Regioni e dalle Province autonome sulla base di un tariffario nazionale a sua volta approvato in sede ministeriale.

Anche la Provincia di Bolzano ha provveduto ad adottare, con D.G.P. n. 2568 del 15.6.1998, un proprio nomenclatore tariffario, che elenca le tariffe delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di laboratorio.

Come dedotto dalla ricorrente, il sistema delineato dal legislatore (sia statale, sia della Provincia autonoma di Bolzano) si basa su di una remunerazione predefinita, atta a garantire il giusto equilibrio tra la qualità della prestazione e la remuneratività della stessa, tenuto conto dei costi di produzione.

Un tanto non esclude, tuttavia, l’applicazione del c.d. sistema di retrocessione (o regressione) progressiva del rimborso tariffario delle prestazioni sanitarie che eccedono il tetto massimo prefissato, trattandosi di un sistema che, come affermato dalla giurisprudenza, è espressione del potere autoritativo di fissazione dei tetti di spesa e di controllo della spesa sanitaria in funzione di tutela della finanza pubblica e trova giustificazione concorrente nella possibilità che le imprese fruiscano di economie di scala nonché effettuino opportune programmazioni della rispettiva attività (Cons. Stato, Sez. IV, 15.2.2002, n. 939).

Sulla base di quanto illustrato ritiene il Collegio che il sistema della remunerazione predefinita delineato dalla vigente disciplina non possa essere oggetto di ribasso, perché preordinato ad assicurare un giusto equilibrio tra la qualità della prestazione e la remunerazione della stessa.

Oltretutto, la normativa di riferimento non contempla l’espletamento di procedure concorsuali, di evidenza pubblica, per la copertura del fabbisogno di servizi sanitari né al momento del rilascio degli accreditamenti, né al momento della stipula degli accordi contrattuali (cfr. TAR Napoli, Sez. I, 4.12.2013, n. 5498) ed anche l’applicazione dei tetti di spesa non è rimessa alla libera contrattazione delle parti (cfr. Cons. Stato, Sez. III, 19.11.2012, n. 5866).

Da un tanto si può pertanto ricavare che la tariffa prevista dal nomenclatore tariffario ha carattere vincolante e non appare assoggettabile a confronto concorrenziale.

Per altro verso va anche rilevato che, nel caso di specie, il sistema della regressione non è stato utilizzato quale deterrente per deflazionare le prestazioni in eccesso rispetto al fabbisogno programmato, bensì quale surrettizio fattore di sconto indiretto per la remunerazione delle prestazioni rientranti nel numero massimo di quelle programmate.

Risulta, infatti, che l’importo massimo del bando viene raggiunto, per ciascuna fascia, al livello di poco superiore della metà delle prestazioni richieste dal bando stesso (il livello di soglia è di circa 1.619 prestazioni su 3.000 per la I fascia e di circa 2.531 su 5.000 per la II fascia).

Come dedotto dalla ricorrente, moltiplicando le quantità richieste per le tariffe offerte si ottengono valori che sono al di sopra del tetto massimo della fascia di competenza (ad esempio: per quanto attiene alla I fascia, moltiplicando la tariffa di Euro 154,40 per le 3.000 quantità richieste si ottiene un totale di Euro 463.200,00 a fronte di un tetto massimo previsto di Euro 250.000,00; per quanto attiene alla II fascia, moltiplicando la tariffa di Euro 177,70 per le 5.000 quantità richieste si ottiene un totale di Euro 887.000,00 a fronte di un tetto massimo previsto di Euro 450.000,00).

In altri termini, il numero di prestazioni programmato per ciascuna fascia risulta tale da superare l’importo massimo offerto, sicché, in realtà, il tetto massimo per la I fascia è raggiunto già con 1.619 prestazioni e quello per la II fascia è raggiunto già con 2.532 prestazioni (in entrambi i casi si tratta di poco più della metà delle prestazioni messe a bando).

Alla luce delle predette considerazioni, il Collegio reputa pertanto fondate le doglianze riferite alla contestata procedura di ricerca di mercato indetta con provvedimento dd. 5.7.2013 dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, sicché il ricorso va accolto in riferimento all’impugnazione del provvedimento dd. 5.7.2013, con il quale l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha avviato la contestata procedura di ricerca di mercato, e all’impugnazione del verbale di contrattazione dd. 4.9.2013, e, per l’effetto, detti provvedimenti vanno annullati.

Per le motivazioni già in precedenza esposte, va invece dichiarata l’inammissibilità del ricorso in riferimento all’impugnazione dei “nuovi accreditamenti”.

La novità e particolarità della questione oggetto di decisione nonché l’accoglimento del ricorso limitatamente all’impugnazione del provvedimento dd. 5.7.2013 dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e del verbale di contrattazione dd. 4.9.2013 giustifica l’integrale compensazione delle spese tra le parti in lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa – Sezione autonoma di Bolzano definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara INAMMISSIBILE per quanto attiene all’impugnazione dei “nuovi accreditamenti” e lo ACCOGLIE per quanto attiene all’impugnazione del provvedimento dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige dd. 5.7.2013 e del verbale di contrattazione dd. 4.9.2013 che, per l’effetto, vanno annullati.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Bolzano nella camera di consiglio del giorno 11 febbraio 2015 con l’intervento dei magistrati:

Margit Falk Ebner, Presidente

Terenzio Del Gaudio, Consigliere, Estensore

Edith Engl, Consigliere

Alda Dellantonio, Consigliere

L’ESTENSORE  IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

Scrivi un Commento

*