L’ASL n. 2 di Lanciano-Vasto-Chieti aveva affidato nel 2008 il servizio di lavanolo di teleria ospedaliera ad una società per 9 anni e, nel dicembre 2012, estendeva tale servizio anche alla fornitura di teleria e kit in T.N.T. per i restanti 5 anni di durata contrattuale.

Avverso detto affidamento insorgeva però una concorrente sostenendo che si trattava di un affidamento senza gara, non potendo configurarsi l’ipotesi dell’ampliamento (come sostenuta  dall’ASL) in quanto l’iniziale servizio di lavaggio prevedeva solo il noleggio di biancheria di cotone (il cd. “verde”), peraltro dall’uso ripetitivo, mentre la nuova deliberazione affidava la fornitura di tessuto-non-tessuto (cd. T.N.T.), peraltro “usa e getta”.

Il TAR Abruzzo accoglieva il ricorso ritenendo che, con l’estensione della fornitura di materiale “usa e getta”, il servizio di lavanolo si era di fatto trasformato in un contratto misto (appunto anche di fornitura), che quindi doveva essere assegnato tramite regolare procedura ad evidenza pubblica.

Interponeva appello l’affidataria del lavanolo, sostenendo al contrario che il contratto iniziale già prevedeva la fornitura di biancheria e come quindi la natura del materiale (T.N.T. anziché cotone) non potesse in alcun modo mutare la forma contrattuale, a prescindere dal carattere monouso del prodotto.

Il Consiglio di Stato (sez. III°, 10/7/2014, n. 3534) ha invece ritenuto di confermare la sentenza di 1° grado, partendo dal presupposto (oggettivo) che il materiale T.N.T. è “altro” rispetto al cotone “verde” della iniziale fornitura e come quindi non possa, in alcun modo, configurarsi una “complementarietà”  fra detti due prodotti quanto piuttosto, e ben diversamente, una loro “alternatività”, che peraltro avrebbe potuto comportare anche modifiche di carattere economico al rapporto contrattuale già in essere con la precedente affidataria.

A ciò aggiungasi pi come non si siano verificate quelle circostanze impreviste e/o imprevedibili che giustifichino un’estensione contrattuale disposta senza gara.

Da tutto ciò si evince quindi l’illegittimità dell’affidamento diretto della fornitura di un prodotto totalmente “nuovo” (T.N.T.), con conseguente annullamento della deliberazione relativa alla sua  estensione contrattuale.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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