Ordinanza Cons.Stato, III°, 17/10/2013 n. 4116

Ordinanza T.A.R. Palermo, I°, 10/10/2013, n. 628

La giurisprudenza continua ad interrogarsi sulla corretta portata delle specifiche tecniche descrittive, in un pubblica gara, dell’oggetto del futuro contratto che s’andrà a sottoscrivere, nonché in merito all’eventuale ammissibilità di offerte che, sebbene non perfettamente confacenti a dette specifiche, risultino tuttavia in grado d’offrire soluzioni cd. “equivalenti”.

A tal proposito il Consiglio di Stato ha confermato, in sede cautelare, un’ordinanza del TAR che aveva ammesso l’esclusione di una concorrente ad una gara indetta dalla centrale di committenza regionale per la fornitura di materiale di medicazione ed il cui prodotto non soddisfaceva le caratteristiche richieste per il bene richiesto (percentuale di cotone non inferiore al 35%), argomentando sul fatto che il Capitolato richiedeva requisiti minimi specifici e che pertanto la non perfetta corrispondenza del prodotto offerto rispetto a tali specifiche correttamente legittima l’esclusione dalla gara.

Di diverso avviso è invece il TAR Palermo che, in una procedura per l’affidamento di sistemi diagnostici di laboratorio indetta da alcune Aziende Sanitarie siciliane, ha stabilito che le specifiche tecniche previste in Capitolato, in quanto non espressamente richieste a pena d’esclusione dalla gara, devono essere di conseguenza intese ed interpretate in coerenza con quanto previsto dall’art. 68 D.Lgs.n. 163/2006 e come pertanto, esistendo sul mercato strumentazioni in grado di arrivare al medesimo risultato dedotto in gara, per ciò stesso  dette strumentazioni devono essere ammesse alla gara quali “soluzioni equivalenti”.

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La redazione di Appalti&Sanità

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