Pubblichiamo di seguito il testo del documento approvato con le proposte della commissione consultiva presieduta da Guido Alpa inerente le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, istituita con decreto del Ministro della salute 26 marzo 2015 e che ha concluso i lavori il 30 luglio. *

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Con la recente sentenza n. 6243/2015 la Suprema Corte, ha stabilito il principio in virtù del quale la ASL è responsabile, ai sensi dell’art. 1228 del codice civile, per il fatto illecito che il sanitario con essa convenzionato per l’assistenza medico-generica ha commesso in esecuzione del proprio operato, reso nei limiti in cui lo stesso

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In materia di responsabilità sanitaria, dal 2000 in avanti la giurisprudenza ha sostenuto compatta che il paziente danneggiato può agire nei confronti sia del medico che della struttura sanitaria a titolo di “responsabilità contrattuale”. Con questa sentenza è stata letteralmente capovolta la visione della materia. Vediamo di ricostruire in sintesi in cosa consista questa “rivoluzione”

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Sempre più ampia la responsabilità del medico. La recente Cassazione sopra richiamata stabilisce che il medico risponde delle carenze della struttura in cui opera anche se il contratto è intervenuto solo tra paziente è struttura. Questo il caso. Una paziente – reduce da un recente intervento di raschiamento in anestesia locale – veniva sottoposta preso

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Non importa se si è in grado di lavorare per due, nel nostro ordinamento sussiste un divieto inderogabile di cumulo di pubblici impieghi, che impedisce di lavorare simultaneamente alle dipendenze di diverse Pubbliche Amministrazioni. La fattispecie, oggetto della recente pronuncia della Corte dei Conti di Firenze datata 28 maggio 2014, riguarda un medico dipendente dell’Asl

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Tribunale di Bologna, Sez. III Civile, Sent. 21/10/2013 Per giurisprudenza pacifica nelle cause di responsabilità medica-sanitaria l’onere di provare l’esattezza del proprio adempimento o, in subordine, la non imputabilità a sè del mancato adempimento è sempre in capo al medico o alla  struttura sanitaria. Ciò anche quando si tratta di un inadempimento non di natura

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[Corte di Cassazione, III Sez. Civ., sent. n. 27855/2013]   “Nelle cause di responsabilità professionale medica il paziente non può limitarsi ad allegare un inadempimento, quale che esso sia, ma deve dedurre l’esistenza di una inadempienza, per così dire, vestita, astrattamente efficiente, cioè, alla produzione del danno, di talchè, solo quando lo sforzo probatorio dell’attore

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