Consiglio di Stato, sez. III, 10/12/2013, n. 5917

L’A.S.L. n. 4 di Teramo ha indetto una gara per l’affidamento dei servizi assistenziali di una r.s.a. per un valore di circa 8 milioni di euro, il cui affidamento è stato contestato per svariati profili d’illegittimità tra cui in particolare si annovera, per la sua “originalità”, la segnalazione relativa al fatto che un dipendente della stazione appaltante risultasse tra i soggetti indicati da una concorrente (poi aggiudicataria) tra i suoi collaboratori (quale docente per l’attività di formazione degli Infermieri Professionali).

Il Consiglio di Stato, pur ammettendo l’”anomalia” di un siffatta offerta, ritiene tuttavia che ciò non possa di per sé implicare la lesione del principio di proporzionalità, perchè di fatto detta circostanza non comporta automaticamente il venir meno del dovere della P.A. appaltante di valutare senza favoritismi le offerte dei concorrenti.

Posto quindi come l’appellante non abbia in alcun modo dimostrato che l’indicazione del dipendente dell’ASL tra i collaboratori della ditta poi vincitrice abbia alterato il giudizio di gara, tale fatto non può di per sé essere viziante e quindi deve ritenersi a tutti gli effetti ininfluente rispetto al profilo di piena legittimità dell’operato dell’Amministrazione appaltante al riguardo.

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La redazione di Appalti&Sanità

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