a cura della dott.ssa Nadia Beccati

Consiglio Stato, III°, 24/5/2013 n. 2846

La Azienda USL Roma A ha indetto una gara per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un importo triennale complessivo pari a 15 milioni di euro, procedura impugnata tramite ricorso rigettato con sentenza che, a sua volta, e’ stata appellata in forza di plurimi motivi di gravame.

Secondo l’appellante, infatti, la stazione appaltante avrebbe preteso soltanto il possesso dei requisiti attinenti alla capacità economica finanziaria e tecnica, prescindendo del tutto dalle dotazioni umane, strumentali ed organizzative, ma sul punto il Collegio rileva come invece l’allegato 2 al Capitolato imponga il possesso dei requisiti non solo per l’esercizio delle attività sanitarie e sociosanitarie ma anche di quelli, ulteriori, necessari per l’accreditamento (iter che peraltro nella regione Lazio non è ancora perfezionato) .

E’ stata poi criticata la scelta della presidente della Commissione giudicatrice che – secondo l’appellante – sarebbe risultata priva dei requisiti previsti dal Codice ma il Consiglio di Stato, trattandosi di appalto ricompreso nell’allegato II B del Codice, ha precisato come non possano trovare applicazione le disposizioni puntuali del D.Lgs.n. 163/2006 ma solo i principi ispiratori e come pertanto la nomina, quale presidente della C.T., di un funzionario incaricato di compiti apicali (quantunque non dirigente) non possa considerarsi in contrasto con nessuno di tali principi.

Veniva infine eccepita la previsione di un massimo di 20 punti per le esperienze pregresse ma, a tal proposito, i Giudici ricordano come le stazioni appaltanti, nella determinazione dei criteri d’aggiudicazione (nonché nel diverso peso da attribuire loro), godono di ampia discrezionalità e come in particolare, nel caso di specie, la scelta di detti criteri e punteggi risulti immune da vizi logici, non potendosi dubitare della rilevanza riconoscibile alla pregressa esperienza maturata nell’ottica di un innalzamento generale della qualità del servizio.

La particolarità di questa gara, tuttavia, risiede nell’importo a base d’asta quale “prezzo bloccato” per l’affidamento del servizio, ovvero nella previsione di 5.000.000 € annui quale importo non ribassabile da parte dei concorrenti, indicendo quindi una gara non al miglior rapporto prezzo-qualità, ma solo alla “maggior” qualità. L’appellante, tuttavia, ha contestato non la violazione della giusta ponderazione fra il fattore prezzo e quello qualitativo, quanto piuttosto la presunta abnormita di detto importo a base d’asta, circostanza su cui il Consiglio di Sato ha ritenuto di non poter intervenire (in quanto non avrebbe la giurisdizione) ma di cui, tuttavia, ha ritenuto di dover notiziare la competente corte dei Conti.

Per questo motivo, quindi, l’intero fascicolo e’ stato trasmesso alla Procura della Corte dei Conti per i necessari accertamenti.

Nadia Beccati

La Dott. Nadia Beccati lavora presso l'Ufficio Approvvigionamenti e Logistica delll’ASLTO5 di Chieri (To) e si occupa di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture. Coautrice di manuali in materia di appalti pubblici, nonché autrice di numerose pubblicazioni in tema di diritto amministrativo e contrattualistica pubblica. Relatrice a convegni in materia di appalti pubblici.

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